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martedì 28 luglio 2009

Feedback box per migliorare il blog

Allora allora come procedono le vacanze? Non vi starete ammazzando troppo eh?!
Visto che stamane non c'era bel tempo e quindi niente bagno, ho pensato bene di attivare un semplice servizio per rendere migliore il blog; il blog è mio, sì, ma lo leggete voi, e quindi grazie a questa "Feedback box" che trovate sulla vostra sinistra mi aiuterà a capire le vostre esigenze, se ad esempio preferite altri argomenti oppure magari non vi piace il layout del blog, o magari mi volete segnalare che un link che ho inserito non funziona e cose del genere. Vi basta premere su feedback e vi si apre una finestrella, decidete poi voi se volete inviare una "idea" per migliorare il blog oppure se mi volete fare una domanda. Spero sia utile per voi e per me =)

have a nice day ;-)

venerdì 24 luglio 2009

sogno o son desto?

c'era questa giraffa e io ero in metropolitana. c'era mia madre con me, mi sembra.
avevo in mano un sacchettino con dei farmaci ed ecco che la giraffa poco alta che mi arrivava sì e no alla'anca inizia come un cane a mordicchiare i medicinali; allora provo a staccarmela di dosso più volte, ma continua a tornare. in preda alla disperazione le do un calcio e la butto sulle rotaie, mia madre si gira verso di me infuriata credendo che io abbia buttato le medicine, poi si accorge che le ho in mano e torna tranquilla. la metro passa e, anche se non la vedo, credo schiacchi la mini giraffa e infatti mi pare d'udire un grido non umano provenire dalla fessura buia tra il vagone e la linea gialla. poi salgo su e parto, come se nulla fosse.


allora, ieri sera non ho mangiato pesante, droghe non ne faccio uso (e qui qualcuno so che non ci crederà) e non ho visto horror prima di andare a letto.


bah.

sabato 18 luglio 2009

Alcol? SI, grazie.

L'ennesimo insulto alla libertà del cittadino.
Ora vietano ancora di più l'alcol, non lo si può bere sotto i 16, alcuni vogliono proibirlo anche ai maggiorenni, c'è chi vuole che non si venda, come in Inghilterra, neanche nei supermercati, se non agli ultra settantenti (aggiungerei io!).
Il cosiddetto processo alle intenzioni è partito e si sta dilagando... togliere la possibilità a una persona di bere ritenendo che questa si ubriacherà di sicuro (fatti suoi poi, se non guida...) è un processo alle intenzioni.

Nessuno dovrebbe vietare niente a nessuno, a meno che non vada contro la libertà altrui, a parer mio. La cannabis è illegale per lo stesso motivo.. non danneggia nessuno, ma guai a fumare in uno stato falso perbenista e ipocrita come il nostro. E così, come al solito, dagli altri paesi copiamo i format legali più stupidi e anticostituzionali, invece di aprirci a una mentalità più aperta.
Da queste piccole cose nasce la dittatura mentale, e, dato che si parla anche di possibili sanzioni pecuniarie et detentive, fisica.
Può sembrare una sciocchezza, ma se non siamo più liberi di fare qualcosa di così poco problematico (come il bere) in confronto ad altre tante cose peggiori, non so dove andremo a finire.

martedì 14 luglio 2009

J-ax, la fine di un mito.

Fa uno strano effetto vedere dopo diverso tempo Senza Filtro, il film degli Articolo 31.
Dico che fa un effetto strano perché con esso rivivo il mio amore per quel gruppo rap con il quale sono cresciuto, con il primo slang italiano che ho ascoltato, pompando i bassi e gli scratch che non avevo mai ascoltato prima; era tempo delle medie quello, quando Daniele (il caro Denny, quello di Londra, già) mi fece ascoltare la musicassetta (altroché mp3, sticazzi) della Greatest Hits... ma purtroppo, la spaghetti funk, il suono originale, i testi arrabbiati e profondi che mi hanno insegnato molto, quelli che dicevano di andare "fino in fondo" o l'inno a una tale maria che al tempo non comprendevo, sono svaniti, perché quel mito, quel personaggio che avevo mitizzato, j-ax, proprio lui, mi è caduto in basso... lo so, è facile accanirsi contro i propri idoli... quante volte sento fan che si lamentano dell'ultimo disco o del fatto che il proprio cantante preferito si sia messo con la tale figa.. ma a me non interessa tutto ciò... per me è morto da tempo un'ideologia, sono svaniti i concetti di quella musica, del rap che insegnava la vita con le sue strofe, quelle rime che mi hanno insegnato molto di più della filosofia platonica, perché ora purtroppo quel jax me lo vedo su mtv a ballare la sua deca dance. Lui che se la prendeva con le etichette, con i padroni, lui che decantava la libertà e che con un vero vaffanculo alle autorità di ogni tipo esprimeva la gioia di tanti ragazzi, è caduto in basso... e meno male che diceva "ma alla fine ti ritrovi a far parte del sistema contro cui manifestavi". Mi sa che ne fa parte anche lui ora. Per rispetto di chi ci ha creduto, di chi ha creduto in questo sogno musicale... torna a fare la tua musica, magari vendi di meno, ma di sicuro regali sogni.

sabato 11 luglio 2009

Uno, nessuno e centomila. Analisi dell'io pirandelliano

Rimasto affascinato dalla bellezza e dalla profondità di "Uno, nessuno e centomila", ho ragionato sull'io e sull'introspezione più recondita dell'ego pirandelliano e non solo; ho cercato infatti collegamenti culturali di carattere letterario, sociale e psicologico, facendo riferimento alle varie epoche analizzate e alla realtà socio-psicologica che regnava in ognuno di esse.

Il romanzo pirandelliano è improntato principalmente sulla questione dello specchio e del doppio, tema fondamentale nella cultura antica, che si parli del mito di Narciso o piuttosto dell'Amphitruo
plautino. [...]In Pirandello lo specchio è l'equivalente dello sguardo meduseo che fissa l'individuo al vedersi vivere, alla scissione tra il gesto riflesso e l'azione inconsapevole della propria
inautenticità. Davanti allo specchio, Vitangelo Moscarda non può scorgere i tratti titanici della perfetta persona romantica, l'io demiurgico in lotta con il mondo dell'eroe malinconico, ma solo
l'imbarazzante disagio di chi scopre l'assurdità del proprio sé riflesso. [...] (cit. da Antologia della critica a cura di Ugo M. Olivieri). Quando si parla dell' io demiurgico e dell'eroe malinconico, mi
ricollego alla letteratura greca, all'aspetto sociale così importante per una cultura le cui fondamenta si basavano sul riconoscimento sociale, dall'io inesistente per se stessi ma in realtà esistente solo per gli altri, vivere per gli altri e non per sé; si noti poi però come l'io più profondo, più intimo, l'io autobiografico, vada nei secoli a superare il concetto dell'io epico, dell'eroe nella storia, dell'eroe per gli altri e non per sé. E così, oltre allo specchio, che a livello semantico acquisisce un concetto di "riflessione" fisica e mentale, un termine associabile a "coscienza", termine appunto che si va a contrapporre alla pazzia, stato d'animo che provoca il "riso da matto" a Moscarda [Olivieri dice infatti che "Pirandello adopera il signifiant 'pazzia' accolto nell'uso comune, sociale, e ne capovolge completamente il signifiè, figurativamente, metaforicamente, semanticamente."], oltre allo specchio, dicevo, si pone la questione del doppio; tal questione è fondamentale nella letteratura latina, nelle commedie di stampo plautino, caratterizzate dall'uso di sosia (Amphitruo) e simillimi (I Menecmi); se si parla dell'Amphitruo, si noti come il tema del doppio sia importante all'interno di questa ilaro-tragedia: Alcmena, moglie dai forti valori romani, quando non riconosce Zeus, il quale aveva preso le sembianze del marito per soddisfare i propri piaceri sessuali, ci mette dinanzi a nuove questioni, sorgono così dubbi sulla sicurezza dei propri principi, finendo col non (ri)conoscere anche se stessi nel momento in cui, anche se beffati (qui da Zeus, che Von Kleist reputa più un demonio che un dio [leggi post] e in Pirandello invece al protagonista basta una semplice affermazione della moglie per generare il caos mentale), non comprendiamo più chi ci è di fronte, chi siamo in realtà noi e come siamo nelle diverse nostre sfaccettature, il doppio che in realtà diventa il triplo, il quadruplo e così via, una personalità per ogni situazione, per ogni persona con la quale si dialoga, per ogni noi stessi che vediamo dinanzi allo specchio, a volte fissandolo, a volte apparendoci diversi a noi stessi correndovi davanti e vedendoci con la coda dell'occhio. E così, dagli equivoci che nel teatro plautino generano ilarità, nasce però nel corso del tempo una coscienza più profonda che ricerca questa tragedia dell'io incomprensibile agli altri e a noi stessi, ad esempio nei testi pirandelliani. L'io è così uno, perché è uno in ogni situazione a sé, distaccata dalle altre, nessuno nel momento in cui non ci riconosciamo più, perché se per ognuno noi siamo qualcuno, diverso dalla nostra visione di noi stessi, non possiamo neanche più credere che la nostra visione di noi sia più importante (o forse più autentica) della visione altrui nei nostri confronti e infine è centomila, se si uniscono le due visione precedenti, dando ascolto a tutte le visione di ciascuno, in tutte le situazioni, in ogni
momento, secondo per secondo al mutare dell'immagine, del pensiero; e questo concetto, del corpo in movimento che cambia in continuazione e che quindi è impossibile comprendere qualcosa o qualcuno nel suo momento, perchè è già passato, questo concetto dicevo lo si trova sì nella filosofia greca, ma soprattutto nell'arte futurista, che cerca di cogliere la pausa nel movimento, cerca anche, grazie alla pittura e alla scultura, di ritrarre i più personaggi (e le loro maschere, i loro ruoli) all'interno della stessa persona, ed è per questo infatti che nella mia edizione di "Uno, nessuno e centomila" sulla copertina vi è un'opera di Umberto Boccioni. Perdita di identità, lo sdoppiamento, lo specchio e la malattia psichica, sarebbero argomenti da analizzare anche nella visione del caro Sigmund, ma per il momento ho deciso di non studiarlo, perchè sono convinto, come dice Rino Gaetano, che "mio fratello è figlio unico perché è convinto che anche chi non legge Freud può vivere cent'anni".
Lascerò lo studio della psicanalisi al più tardi possibile, poiché ritengo, soprattutto dopo la lettura di Pirandello, che nessuno, neanche noi stessi possiamo comprenderci. E chi è allora, mi dico io, qualcuno così supponente da credere di poter comprendere gli altri, magari studiandone i sogni, quei sogni che dal momento che non vi sono certezze nascono così mille ipotesi di ragionamento e di spiegazione di esso, che alcune persone, a causa dell'autosuggestione, prendono per verità, ritendo così competenti persone che sputano sentenze senza la possibilità di verificare il tutto?

Gradirei commenti o critiche al post, perché credo sia un argomento interessante che fa riflettere molto.

venerdì 10 luglio 2009

Mason Vs Princess Superstar - Perfect (exceeder) / video editing by Alessandro Bogliari

[Descrizione]
Il mio primo esperimento di video mixato su una canzone elettronica/dance; ogni singola immagine/grafica è stata realizzata da me adoperando Photoshop CS3 Extended. Per critiche, commenti e quant'altro non esitate a contattarmi qui o sul blog http://alexeidos.blogspot.com




Botellon stasera

Final Botellon stasera al Poli (in Piazzale Leonardo da Vinci, metro verde Piola)
se siete a milano venite che così si festeggia tutti insieme le vacanze.
Inizia alle 21 (circa) e finisce nella tarda notte.
Se ci siete già stati ci tornate, se non avete mai fatto il botellon al Poli, beh, venite!

giovedì 9 luglio 2009

è buffo
vedere
i punk
alla fnac.

martedì 7 luglio 2009

Ora basta.

E così, dopo la morte di mio nonno (persona sì speciale, e parlerò di lui prossimamente), in seguito all'esplosione delle taniche di GPL a Viareggio e la conseguente morte di 22 persone con altrettanti feriti, dopo un nubifragio a Milano che distrugge tutto ciò di valore che c'è in una cantina, mi vedo alla televisione una ventina di pretacci, vescovi e altri componenti di questa mafietta che continuano a ripete che non vi è solo il caso, ma che esiste una volontà superiore, un progetto divino che comporta anche l'uccisione di innocenti, che se quella ragazza è rimasta sola (essendole morti tutti i parenti) c'è un motivo che ora noi non possiamo spiegarci, ma che un giorno, nella vera vita, quella ultraterrena e spirituale, potremo comprendere.
Io mi sento offeso, offeso da una spiegazione bigotta e chiusa, che si mantiene sulla superificialità, che risponde ad ogni domanda con "è opera del Signore", che dinanzi alle ingiustizie reagisce sempre allo stesso modo: ringrazia Dio per il suo dono (in questo caso, dono di morte). Ma siamo realisti per una buona volta! Basta sentirmi dire e ripetere teorie e idee di una mentalità retrograda ed obsoleta, anacronistica e ormai non più coerente con la nostra dimensione, una filosofia di vita basata sui valori cristiani di secoli fa, quando la scienza ancora non poteva dar risposta ai fenomeni; e ora me le sento ancora le vecchie di paese, cresciute in una morale cattolica (senza mai un'istruzione adeguata), che ringraziano il loro dio per averle salvate (è la fede, dicono loro) quando però rimango di merda nel vedere quelle bare bianche e tutte quelle salme che vengono portate via, quelle salme di persone che erano lì per caso e che sono state bruciate vive, persone che correvano come fossero torcie umane. E questo sarebbe il dono? Voi credenti abbiate rispetto per chi non crede, abbiate rispetto per chi crede che la vera vita sia questa che viviamo, e non di un'ipotetica seconda vita dopo la morte.
Perché anche quel prete che dice "beato lui che ora comprende davvero il significato della vita" rivolgendosi a mio nonno, morto il giorno prima, quel prete dicevo, sono sicuro che pregherebbe il signore di tenerlo vivo, se mai si trovasse anch'egli sotto i ferri durante un'operazione chirurgica.

sabato 4 luglio 2009

mercoledì 1 luglio 2009

Tutta la vita davanti

Non riuscendo a prender sonno, voglio parlare del film che ho appena finito di vedere.
Sto parlando di "Tutta la vita davanti", di Virzì, famoso regista, autore anche di "Caterina va in città" (altro gran bel film).
Virzì, a parer mio, riesce sempre a parlare di tematiche importanti e complicate, quali lo sfruttamento, la povertà, l'ipocrisia della sinistra e della destra, i finti ricchi, i finti poveri, le ragazze malpagate, la prostituzione fisica e quella mentale, la superficialità delle persone e la furbizia di chi se ne approfitta.
"Tutta la vita davanti" lascia l'amaro in bocca, fa riflettere, in alcuni momenti è invece commovente. Ma come dicevo, fa soprattutto pensare, fa pensare al fatto che si può uscire con 110 cum laude e non trovare lavoro, o se lo si trova, esso è di basso livello e sottopagato. Fa riflettere sul fatto che a volte bisogna essere spietati con gli altri o che a volte per sopravvivere bisogna buttare nel cesso la propria dignità.
I sogni, le aspettative, i progetti vanno in fumo, una volta che ci si trova dinanzi all'aporia, quella strada senza uscita che però in questo caso non consta di due soluzioni opposte che apparentemente sembrano entrambe vere, bensì non vi sono soluzioni, solo buio e insignificante caparbietà del singolo che tenta di trovare la risposta ai propri dubbi.
Nascono così le domande, se sia davvero necessario impegnarsi e ottenere buone votazioni - votazioni ricordo in termini quantitativi e non sempre qualitativi, del tutto soggettivi et opinionabili - oppure se non sia forse meglio non darsi troppe aspettative e raggiungere qualsiasi obiettivo, che una volta raggiunto sembrerà il più alto possibile, non avendone mai segnato uno in particolare. E puntare sempre più in alto, nonostante non essersi prefissati niente di certo.
Come fa quella ragazza a non esplodere? Come fa a continuare quel lavoro di merda, nonostante sia uscita con una preparazione formidabile in filosofia? Come può continuare tutto, quando si lascia col ragazzo e va male con il sindacalista che gli piace, il quale si scopa la sua coinquilina? Fa tutto ciò poichè ha bisogno di tirare avanti, è questa la verità. Non manda affanculo nessuno perché ha bisogno di quello stipendio misero per campare. Ma allora perché facciamo tutto ciò? La bellezza della filosofia, della storia, dell'italiano, della matematica, dell'arte e di tutte le altre materie possibili ed immaginabili, sono sì belle e interessanti, ma una volta imparate, cosa ce ne facciamo se non possiamo mettere in pratica le nostre conoscenze sfruttando la cultura fatta negli anni?
Ora il mio discorso sta prendendo una via diversa e si sta lanciando verso la filosofia e le domande esistenziali, sarà l'ora alquanto tarda o forse il fatto che un film così fa davvero pensare.
Che dire, visto che della pellicola cinematografica citata vi ho detto poco e nulla, non vi resta che guardarvela e riflettere.

Buona notte a tutti

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